Voce del verbo fiorire

Mi sveglio. Panico. Intorno a me è completamente buio. Non vedo nulla. Provo a sgranchirmi ma non ho spazio: sono circondato da spesse pareti, durissime, che mi impediscono di compiere anche il minimo movimento. Presto mi rendo conto di essere molto stanco, debolissimo, di non avere alcuna energia. Così, il troppo sonno vince l’agitazione e mi assopisco di nuovo. Un liquido freddo mi fa tornare alla realtà: che cos’è? Mi accorgo che sta riuscendo a penetrare il guscio che mi rinchiude, fino a bagnarmi completamente. Bevo: è buonissimo. Fino a quel momento non mi ero nemmeno accorto di quanto fossi assetato e mentre mi gusto quella freschezza, sento che sta cominciando a filtrare anche un tepore confortante. Mi dà energia, tanto che provo a premere contro la spessa parete superiore: dopo poco cede. Sono riuscito a romperla e finalmente sono libero. Vengo subito invaso da una calda luce accecante. Ci metto un po’ ad abituarmi, ma alla fine riesco ad aprire gli occhi e a vedere che sono circondato da esseri giganti, con un unico stelo verde ma che hanno in testa una magnifica corolla gialla, arancione e di moltissime altre sfumature. Rimango abbagliato dalla loro bellezza. Mi accorgo poi che tutti rivolgono lo sguardo verso un’enorme sfera gialla, immersa in un mare di azzurro: la mia fonte di vita. Ecco che con uno sforzo notevole, cerco di voltarmi anche io verso quello che ho deciso di chiamare Sole e a cui devo la mia esistenza. Sento già che il mio stesso stelo cerca di allungarsi sempre più, come a volerlo raggiungere e toccare: gli sarò infatti grato per il resto dei miei giorni.

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