Natura

Semplice forma della natura, celestiali astri che nella tenebra illuminano le mie serate grigie.
Le mie notti senza sogni, le notti sperate, desiderate. Astri luminosi mi baciano la pelle, il sole che in tutto il suo splendore si alza e mi saluta, la luna timida che mi culla in queste sere dove sono sola con i miei pensieri. Natura perché ti abbiamo calpestata? Perché, a te che sei Dea, noi abbiamo voltato lo sguardo? Ignobile l’uomo che non ti guarda: in lui è sparita ogni meraviglia. Tu che ci hai dato origine con la ninna nanna di un oceano primordiale che non conosce parole umane ma sente il battito del nostro cuore e si prende cura di noi nei giorni in cui la speranza ci abbandona. Seduta sulla spiaggia conto i granelli di sabbia che come le stelle brillano di luce propria e mi chiedo se non sia questa la mia vera natura: diventare sabbia, diventare lei, fondermi, con lei. La pioggia che batte sul mio davanzale ha lo stesso suono di un violino accordato, una musica di Chopin che accompagna le mie notti. E se un giorno dovessi sparire, fatemi rinascere albero che con i suoi arti possenti abbraccia il mondo, che con i suoi fiori ci regala l’attimo dell’eternità. Disperata voglia di fondermi con lei quando il mare è mosso e io non so nuotare, quando il vento soffia e io non riesco a stare in piedi, danzo, danzo con lui la primavera dell’anima, un inverno infinito, la gioia del mio cammino. Insieme balliamo sul mondo, anche per un secondo che duri l’eterno di una poesia.

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