Nell’ora panica

Non c’è acqua per pulire i sandali e i piedi dallo strato di polvere bianca, mentre avanza sullo sterrato. Quella piccola strada sembra l’unica ad attraversare la campagna, due fossati la separano ai lati dai campi coltivati.
Nel sole esplode ogni cosa, il calore addosso lo fa sentire bene: non sa dove stia andando ed è il solo a perdita d’occhio.
Le narici sono colme di aria viva, la stessa di cui gli parlano ogni volta che deve partire per le vacanze. Si concentra sui propri passi, uno dopo l’altro dopo l’altro, attento a non calpestare le farfalle, ferme ad aprire e chiudere lente le ali sui sassetti.
Di lì a poco, la strada termina. Si trova davanti una distesa di erba incolta, ancora rigogliosa, costellata da bei fiori come non ne vede mai dal signore sotto casa, fiori minuscoli, accesi dal caldo secco.
Lontano lontano, in mezzo al prato scintillante nel movimento, sta un’isola di alberi altissimi e scuri, eucalipti con foglie lunghe, troppo insoliti in quella pianura per non nascondere qualcosa. Lo attirano, sebbene un po’ sinistramente, e lui corre.
Gli spazi sono immensi in quella scenografia irreale, la sua figura rimpicciolisce man mano, inghiottita dalla campagna.
D’intorno, tutto freme.
Al di sopra della verde striscia d’orizzonte, al di sopra degli alberi, ci sono solo chilometri di cielo azzurro folle. In cima sta, immobile, la luna.
Entrato nell’ombra muta, si dimentica immediatamente quel che si è lasciato dietro.
Pochissima luce riesce a filtrare, illuminando a chiazze il terreno umido. I tronchi hanno un profumo intenso, ma la loro corteccia striata è meno colorata di quanto si sarebbe aspettato. Sulla sua destra c’è una vasca di pietra, ricoperta dal muschio. Si avvicina; l’acqua torbida la riempie fino all’orlo, sulla superficie galleggiano rami e foglie.
Si mette in punta di piedi, sporgendosi in avanti, ma non riesce a vedere il suo riflesso.
Un guizzo increspa lo specchio d’improvviso, una biscia che percorre la vasca veloce per poi tornare a immergersi sul fondo.
Lui sobbalza, spaventato si allontana rapido.
Al limitare tra fronde e prato ha già le orecchie invase dal ronzio d’insetti.
Nella stanza grigia, il vecchio continuava a sognare.

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