Toccare

Una delle cose di cui ho risentito di più, anche non accorgendomene, durante la pandemia, è stata l’assenza di contatto con le altre persone e perfino con le cose.
E dire che non sono una che ama il contatto fisico o ha un fidanzato.
Non sono una che appena vede un amico lo abbraccia, o che ha la grande passione di stringere la mano di chi conosce. Eppure mi è mancato e anche adesso mi manca molto.
Mi è dispiaciuto rimanere a Bologna durante le vacanze di Natale e dover scartare i regali con i miei parenti via google meet. Tutti dicono che uno dei miracoli dei giorni d’oggi è proprio poter essere in contatto con persone in ogni angolo del mondo grazie a un telefono. Solo uno schermo di qualche millimetro ti separa da un amico che si trova in America o da un parente di cui ormai non ricordi neanche il nome della città in cui vive.
Questo Natale però, in quei pochi millimetri ho sentito perfettamente tutta la distanza fra Bologna e la Puglia. Mi è mancato il contatto con parenti che, nelle scorse vacanze, trovavo noiosi. Mi sono mancati gli abbracci stretti della nonna, le battute senza senso dello zio, perfino la parlata di quel parente che vive in Germania e il cui dialetto è un mix di pugliese e lucano che a volte non capisco. Mi sono mancati quei bacetti e bacioni che l’anno scorso avrei voluto evitare. Insomma, ho provato un senso di vuoto che mi ha tirato un po’ giù.
Un’altra cosa che mi è mancata è proprio toccare il mondo che mi circonda. Fin da quando ero piccola, quando entro in un negozio c’è una voce malefica dentro di me che mi fa toccare tutti gli oggetti strani e che trovo interessanti. Ricordo benissimo mia madre che quando sua figlia era ancora una nanetta iperattiva persa nei meandri della sua mente, dentro ai negozi urlava: “Posa le zampe!” o “Non toccare” e all’apice della rabbia: “Posa via che è sporco”.
Arriva il covid e il mio modo di vivere si limita a vedere senza sperimentare perché è nato in me il pallino di disinfettarmi sempre le mani dopo aver toccato qualcosa per paura di quel pericolo invisibile.
Beh, che dire, il contatto, seppur io somigli molto a un lupo solitario, mi è mancato.

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