Senti il mio dolore

Sono le sette del mattino, il cuore in gola, il mio corpo indolenzito, una tazzina di caffè amaro e sull’altopiano dei miei pensieri penso ai miei ieri, ai tempi morti, ai tempi fecondi, ai tempi che mai sono stati nostri, ai giorni in cui le nostre braccia si intrecciavano e il mondo, con i suoi errori, con i suoi orrori si dissipava come le nuvole di fumo che con la bocca ancora calda dei tuoi baci facevo. Cosa fare ora, stesa, senza speranza alcuna, senza i tuoi occhi che si tuffavano in me grandi come un salto nel grande oceano imbronciato. Ora non esisti più. Solo i miei desideri sanno chi sei. L’amore che ci ha legato ai letti, l’amore che ci ha tenuto stretti fugge come un ladro che si porta con sé l’amore, come un mendicante che ci restituisce solo dolore. Insaziabile voglia di un corpo: dove sei ora che le mie ore sono piene, dove sei ora che il mio corpo vergine trabocca di passione, dove sei quando sono stesa sul letto e desidero il suo calore e nella fissità del mio incubo guardo a un bicchiere mezzo vuoto con gli occhi svuotati dall’amore che non mi hai saputo donare e io che non ho nulla da perdere se non la mia stessa anima, fanciulla persa nei meandri di un inferno che sembra gennaio. Mi stendo, mi serve riposo e penso: dove sei amore ora che il mio corpo è bagnato da piogge torrenziali, dove sei amore quando sono pronta a ricevere in dono il tuo corpo nudo su una pelle dorata baciata da un sole primaverile che nasce dal calore delle nostre labbra che si sfiorano per l’ultima volta, dove sei amore? Troppe volte ti ho chiamato, troppe volte ho ricevuto indietro il colore sporco del mio eco. Ed io che aspetto, ancora un ultimo bacio, un ultimo respiro, un ultimo sguardo prima di ricadere morta su un letto che non mi appartiene, che era nostro, un letto in cui celavamo il nostro segreto nascosto.
Sono le sette di mattina, mi alzo, spruzzo una fragranza nell’aria sperando che anche oggi il mondo sia clemente e si addolcisca insieme a me. Profumo di vaniglia, il battito delle tue ciglia, l’amore che dentro era nostro, pagine sporche d’inchiostro, poesie lasciate a metà, un cuore in mille pezzi, le tue magnolie sui terrazzi chiamano il nostro nome. L’inutile attesa delle speranze che non riporteranno mai il tuo essere da me. Tante volte mi sono persa, ma erano le tue labbra a riportarmi dove nasce il sole, dove la luna muore, dove fiorisce un girasole, dove facevamo l’amore solo con le parole. E mi riportavi dove non c’è spazio, dove non c’era rumore, io e te, due anime sole, con il nostro caos interiore a parlare con parole indicibili, parole mute colme di significato, era il nostro destino e l’abbiamo buttato. Era il nostro destino e l’abbiamo dimenticato. Abbandonato, tra le mille liti, tra i troppi no, tra i bisbigli di una notte di metà agosto, i nostri corpi sudati, la voglia di vivere e non pensare che tanto siamo grandi, siamo amanti, siamo l’oro che cola dalla fontana della nostra piazza, siamo il diavolo e l’acqua santa, siamo l’aria che non riesci a toccare, siamo l’essenza del nulla che avanza, siamo io e te soli in questa distanza. Facciamo un gran baccano, ma non si sente, l’importante è che mi stringi la mano. Portala al petto, portala su un’isola deserta e lasciala lì a morire, che tanto sono fenice e rinasco. Triste il mio sguardo da quando ti ho perduto, il tuo pianto muto, gli occhi che mi parlano, l’addio e mi dicevi – prega Dio – ma tante volte l’ho chiamato e le sue parole mi sono risuonate mute e persa continuo a camminare su sentieri oscuri colmi di ragnatele che imprigionano il mio cuore e sono piena di dolore amore, vienimi a salvare tu che hai le mani grandi, tu che sai come guardarmi, come toccarmi, tu, che nelle notti di luna piena non hai smesso di amarmi, cos’è ora tutta questa sofferenza? Sono sempre io che busso alle tue porte, nessuno che mi risponde. E mi chiudo in casa, e non voglio vedere nessuno che ogni suono è muto alle mie orecchie perchè ti voglio a fianco, perchè senza di te non ce la faccio, perchè nessuno ora ascolta il mio pianto, dove sei amore?

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