L’attimo di un secondo

Vivo l’attimo di un secondo, vivo non pensando a ciò che è nostro che tanto il sole sorge ogni mattina, la luna si alza ogni sera, la mia anima sola che spera in un tuo abbraccio. Che ci siamo lasciati ieri e le mie ore mi sono risultate macigni che stroncano le mie spalle, il dolore che si accompagna alla mia pelle, i pianti che risuonano muti, io che ti guardo, tu che non mi saluti. Ed il vuoto si impossessa del mio corpo pieno perché quando mi guardi non riesco a immaginare nient’altro se non il tempo che mi hai regalato, un presente bruciato che si scioglie sulle mie labbra. Io non ho addii da regalarti ma solo mazzi di fiori profumati che richiamano la dolce essenza del nostro amore bruciato, così rapidamente da lasciarmi una cicatrice profonda, su un cuore già malato. E il tempo che vola, il tempo che non mi sfiora, sento il ticchettio dell’orologio sopra il caminetto e mi ricorda che oggi è quello che conta, che non ci sono scuse, che bisogna vivere l’attimo anche se brucia, la mia anima ribelle che non sa dove andare ora che anche tu sei scomparso, che sei fantasma, che sei il magma che mi brucia dentro, lasci una scia, io che mi ci perdo. Mi sdraio sul letto, il tuo profumo sui miei vestiti, tutte le volte che ci siamo detti – ti amo – e ci siamo mentiti, tutte le volte che ci siamo visti e l’uno nell’altro siamo spariti. I nostri cuori ricuciti vivono l’attimo di un presente perduto, un presente che bussa sempre alle nostre porte, che dobbiamo vivere e non dobbiamo pensare, a quando eravamo al mare e la mia pelle rimandava il luccichio del sole e della sabbia bagnata, che siamo bottiglie di vetro rotte, camminiamo su cocci affilati, le tue mani sui miei seni, i miei oggi, i tuoi ieri. Il presente che come uno specchio mi rimanda il conto da pagare, le estati amare, il tuo essere che si fonde con il mio. Ora mi guardo e non vedo niente, lo specchio in frantumi ricorda il mio cuore distratto, ricorda il mio ritratto che mi fa sembrare più vecchia, il tempo che passa, io che decido di fermarmi che tanto ci rimane solo l’oggi, che tanto non c’è domani. Mi spoglio e mi butto in alto mare, vienimi a prendere tu che io non so nuotare, vienimi a prendere tu che sto per affogare, ma è proprio in questo momento che mi accorgo di essere fuoco, di essere sola e di non aver bisogno della tua presenza, che anche la mia anima è composta dell’essenza del niente che si fa pieno sulle mie labbra ogni volta che pronuncio il mio nome e quindi amore non venire più a disturbare le mie notti sole, non venire più a trovarmi nei miei incubi amari che mi basto sola, la mia pelle, le mie mani. Sola al mondo, sola contro il mondo, sola nel mondo vivo l’attimo di un secondo che dura per sempre.

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